Su questa
rete vengono successivamente connessi sia componenti
discreti (circuito ibrido semplice), sia circuiti integrati
monolitici (circuito ibrido complesso).
Con le tecniche attuali è realizzabile una densità
di integrazione di componenti passivi superiore a quella
ottenibile in un integrato monolitico, con la possibilità
di avere una vasta gamma di valori e componenti con
un alto grado di stabilità.
I circuiti ibridi da una parte si propongono come alternativa
ai circuiti integrati, più costosi e lunghi da
realizzare, oltre che convenienti solo in volumi molto
elevati; dall'altra, ai circuiti stampati tradizionali,
di dimensioni - a parità di prestazioni - maggiori
e talvolta non sufficientemente affidabili in condizioni
ambientali particolarmente severe.
Attualmente esiste, quindi, un elevato numero di possibili
scelte tecnologiche per la realizzazione dei circuiti.
E' stato realizzato con tale tecnologia un amplificatore
in transimpedenza.
Il substrato su cui è stato realizzato il circuito
è di zaffiro mentre i materiali con cui sono
stati fabbricati i film metallici, la resistenza ed
il dielettrico del condensatore sono rispettivamente
alluminio, nichrome (80/20) e biossido di silicio.
L'amplificatore in transimpedenza è costituito
da un amplificatore operazionale retroazionato mediante
una resistenza ed un condensatore collegati in parallelo.
Il circuito trasforma la corrente in ingresso, proveniente
ad esempio da un trasduttore, in una tensione disponibile
sul terminale di uscita.
Nel circuito realizzato è stato impiegato l'amplificatore
operazionale quadruplo TL074 della Texas Instruments;
ciò ha permesso di fabbricare contemporaneamente
quattro amplificatori in transimpedenza.
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Resistenza da 100 KOhm

Capacità di 1 pF

Circuito finale ibrido |