L'utilizzo
della tecnica di siterizzazione laser selettiva prevede
che un sottile strato di polvere venga depositato sulla
piattaforma portacampione e simultaneamente livellato
e compattato allo spessore desiderato.
Successivamente, un fascio laser CO2 oppure
Nd-YAG (che emettono nell'infrarosso) riscalda il materiale
nel punto di focalizzazione, causando una fusione locale
che amalgama i granelli individuali di polvere.
Un sistema di movimentazione di tavole XY sul quale
è posizionato lo strato di polvere permette lo
spostamento relativo del fascio laser sulla polvere
stessa, per sinterizzare la sezione desiderata concordemente
con le esigenze del prodotto finito.
Si ottiene così il "cammino" bidimensionale
sul quale verranno cresciuti gli strati successivi controllando
accuratamente l'energia di input.
In linea generale, quasi ogni materiale è sinterizzabile,
a condizione che le proprietà ottiche di assorbimento
si possano accoppiare alle caratteristiche della radiazione
emessa dal laser.
I materiali più adatti risultano essere i termoplastici
e i metalli con punti di fusione medio-bassi.
Altri materiali con punto di fusione alto, come le ceramiche,
sono trattabili sia nel caso che i granelli di polvere
siano rivestiti con leganti che non.
Sono da considerare fattibili anche i sistemi a materiale
composito purché le proprietà chimico-fisiche
siano omogenee.
Presso il Centro Laser è in atto una collaborazione
con il Politecnico di Bari sullo studio del processo
di sinterizzazione laser applicato alla sabbia per fonderia.
A tale scopo è stato realizzato un sistema prototipale
di sinterizzatore. |

Sistema prototipale di sinterizzazione 
Campioni di sabbia ottenuti mediante sinterizzazione laser |